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Crocus
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top
mwcqmwcgCrocus mwcwmwdaL. mwdq1753 è un mwdggenere di mwdwpiante mweaspermatofite mweqmonocotiledoni mwegbulbose appartenenti alla mwewfamiglia delle mwfaIridacee.cite-ref-powo-2-0[2]
Contents
• Radici
• Fusto
• Foglie
• Fiori
• Frutti
• Usi
• Farmacia
• Cucina
• Note
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Etimologia
Il nome del genere (mwiaCrocus) deriva dal greco mwiqKròkos (c'è un esplicito riferimento a questo fiore nell'mwigIliade di mwiwOmero – Libro XIV, versetto 347) che significa “filo di tessuto” e si riferisce ai lunghi mwjastigmi ben visibili nella mwjqspecie più conosciuta (e coltivata) di questo mwjggenere (mwjwmwkaCrocus sativus). La prima documentazione dell'uso di questo nome lo abbiamo da mwkqTeofrasto di Efeso (mwkgEfeso, 371 a.C. – mwkwAtene, 287 a.C.), filosofo e botanico greco antico nonché discepolo di mwlaAristotele.cite-ref-motta-3-0[3]
Altri testi traducono questo vocabolo (krokos) direttamente con “zafferano”, ma in realtà quest'ultima voce dovrebbe derivare dall'arabo Zaafran.
Il nome scientifico di questo genere è stato definito nel 1753 dal biologo e scrittore svedese mwmwCarl von Linné (Rashult, 23 maggio 1707 – mwnaUppsala, 10 gennaio 1778), considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi.
Descrizione
Le altezze di queste piante sono variabili da pochi centimetri fino a 30mwqa cm (almeno per le mwqqspecie europee). La forma biologica prevalente in questo mwqggenere è mwqwgeofita bulbosa (mwraG bulb), ossia sono piante perenni mwrqerbacee che portano le gemme in posizione sotterranea. Durante la stagione avversa non presentano organi aerei e le gemme si trovano in organi sotterranei chiamati mwrgbulbi (organo di riserva che annualmente produce nuovi fusti, foglie e fiori).
Radici
Le mwsqradici possono derivare sia dal mwsgbulbo che da un mwswrizoma (raramente); e sono del tipo mwtafascicolato. Se la pianta ha un mwtqbulbo si generano alla base dello stesso.
Fusto
• Parte mwvaepigea: la parte aerea è un breve (o pressoché nullo) scapo cilindrico portante direttamente il fiore.
Foglie
Le uniche mwvwfoglie presenti sono quelle mwwabasali (o radicali) originate direttamente dal mwwqbulbo sotterraneo; sono lunghe quanto il fiore e non sono molto numerose (massimo 10); hanno una forma lineare-laminata ma sottile con una linea longitudinale e centrale più chiara (è una scanalatura); la pagina superiore è colorata di verde scuro, quella inferiore è biancastra; il bordo è lievemente revoluto, mentre le parti terminali sono arcuate e rivolte verso il basso. Sono presenti anche delle foglie inferiori, ma generalmente sono ridotte a delle guaine biancastre. In genere le foglie si presentano insieme ai fiori ma in alcune mwwgspecie possono apparire dopo l'mwwwantesi.
Infiorescenza
L'mwxginfiorescenza è formata da un unico fiore (raramente anche 2 o più); non sono odorosi e sono avvolti in due-tre mwxwspate membranose. La forma è quella di un tubo eretto e molto lungo che nella parte terminale si apre con 6 segmenti (mwyatepali).
Fiori
La struttura del fiore è quella tipica delle mwywmonocotiledoni: un mwzaperigonio con tre doppi mwzqtepali di tipo corollino (o petaloideo) e di colore bianco, viola o lillacino. Sono inoltre mwzgermafroditi, mwzwattinomorfi, tetraciclici (con 4 mwaaverticilli: due verticilli del mwaqperigonio – mwagandroceo – mwawgineceo) e trimeri (i mwbaverticilli sono composti da tre parti).
• mwbwFormula fiorale:
mwcgmwcwmwdamwdqmwdg* P 3+3, A 3, G (3) (ovario infero)cite-ref-4[4]
• mwfqPerigonio: il mwfgperigonio è di tipo petaloide ed è formato da un lungo tubo terminante con due mwfwverticilli: tre mwgatepali esterni e tre mwgqtepali interni tutti eretti; i mwggtepali sono tutti più o meno uguali (quelli interni sono lievemente più corti) e sono di forma spatolata, concava, ristretto-oblunga e arrotondata all'apice.
• mwjqGineceo: l'mwjgovario è a 3 mwjwloculi formato da tre mwkacarpelli concresciuti; è inoltre mwkqinfero in una posizione molto bassa rispetto al mwkgperigonio e quindi è nascosto dalle foglie (e a volte è sotterraneo); lo mwkwstilo è filiforme, trifido (3 mwlastigmi) con delle mwlqbranche intere o forcute, in tutti i casi finemente suddivise; gli mwlgstigmi in particolare sono allargati ad imbuto (o trombetta) e all'apice sono mwlwcrenato-denticolati e di colore generalmente aranciato.
• Fioritura: la fioritura è sia primaverile (anche molto precoce alla fine dell'inverno) che autunnale secondo la mwmqspecie.
• mwmwImpollinazione: l'impollinazione è mwnaentomogama.
Frutti
Il frutto è una mwnwcapsula mwoaloculicida oblunga formata da tre mwoqvalve (capsula triloculare). I semi contenuti nel frutto sono molto numerosi e di forma globulare. Data la posizione dell'mwogovario la mwowcapsula generalmente matura appena sopra il livello del terreno.
Distribuzione e habitat
Il mwpggenere è originario dell'mwpwEuropa (principalmente mwqaSpagna, mwqqBalcani e mwqgMediterraneo orientale), dell'mwqwAfrica nord-occidentale e dell'mwraAsia minore e centrale fino alla mwrqCina occidentale. Da questo esteso areale possiamo citare due mwrgspecie: quella dell'estremo orientale, il mwrwCrocus alatavicus dei mwsqMonti Altai dell'mwsgAsia centrale e quella posta più a nord, il mwswmwtaCrocus albiflorus delle altitudini montane delle mwtqAlpi.
| Specie | Comunità vegetali | Piani vegetazionali | Substrato | pH | Livello trofico | H 2 O | Ambiente | Zona alpina |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| C. albiflorus | 14 | montano subalpino | Ca Si | neutro | alto | medio | F3 | tutto l'arco alpino |
| C. biflorus | 9 | collinare | Ca | basico | medio | secco | F2 F3 I3 | CN VA BG BS TN |
| C. medius | 14 | collinare | Ca Ca-Si | basico | basso | secco | F2 I2 I3 | CN |
| C. sativus | 0 | collinare | Ca Si | neutro | medio | arido | B1 B9 | BZ (spontaneo) |
| C. vernus | 14 | collinare montano | Ca Ca-Si | neutro | medio | medio | B9 F2 G4 I2 | CN TO AO VC NO UD |
| C. versicolor | 9 | collinare montano | Ca | basico | basso | secco | F2 G3 | CN |
Legenda e note alla tabella.
Per il “mwarssubstrato” con “Ca/Si” si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili); vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province).
mwar4mwar8Comunità vegetali: mwasamwase0 = specie coltivata mwasi9 = comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche mwasm14 = comunità forestali
mwasuAmbienti: mwasymwascB1 = campi, colture e incolti mwasgB9 = zone coltivate mwaskF2 = praterie rase, prati e pascoli dal piano collinare al subalpino mwasoF3 = prati e pascoli mesofili e igrofili mwassG3 = macchie bassa mwaswG4 = arbusteti e margini dei boschi mwas0I2 = boschi di latifoglie mwas4I3 = querceti sub-mediterranei
Tassonomia
La mwatifamiglia delle mwatmIridaceae comprende un gruppo abbastanza omogeneo di piante con un'ottantina di mwatqgeneri e circa 1000-1500 mwatuspecie (il numero dipende dalle varie mwatyclassificazioni), mentre il mwatcgenere mwatgCrocus comprende circa 80 mwatkspecie di cui una trentina sono coltivate e 15 sono presenti nella flora spontanea italiana.
Questo fiore è mortale se ingerito, e provoca forte mal di testa se annusato.
• mwavimwavmSottofamigliamwavq : mwavuCrocoideae definita dal botanico mwavcbritannico mwavgGilbert Thomas Burnett (mwavk1800 – mwavo1835) nel mwavs1835.
• mwawsmwawwSottotribùmwaw0 : mwaw4Crocinae definita dai botanici britannici mwaxaGeorge Bentham (mwaxe1800–mwaxi1884) e mwaxmJoseph Dalton Hooker (mwaxq1817 – mwaxu1911) nel mwaxy1883.
Variabilità e Ibridi
Il genere mwayyCrocus presenta una estrema mwaycvariabilità mwaygcitologica (mwaykmorfologia e struttura interna delle cellule) a causa dell'alto numero di mwayocromosomi (mwayspoliploidia). Studi recenti hanno dimostrato che i numeri mwaywcromosomici di questo genere variano da 2n = 6 fino a 2n = 30. Questo comporta un alto grado di segregazione di mway0specie locali (gruppi di individui isolati geograficamente possono evolvere rapidamente in forme più o meno diverse) determinando, di conseguenza, molti problemi di mway4sistematizzazione e mway8classificazione.
Al mwaze2010, non si è ancora giunti ad una sistematica soddisfacente di questo genere. Alcuni autori hanno proposto una classificazione in chiave analitica basata sul periodo di mwazifioritura: mwazmprimaverile e mwazqautunnale. Tuttavia, questo criterio può dar luogo ad equivoci in quanto alcune mwazuspecie fioriscono con continuità da settembre ad aprile; altre, specialmente quelle autunnali, emettono le foglie in tempi anche molto diversi (mwazyCrocus speciosum, ad esempio, fiorisce in autunno, ma le foglie nascono in primavera). Un altro criterio di discriminazione potrebbe essere il colore del mwazgperigonio che generalmente se non è giallo, è blu (e viceversa), ma anche questo carattere non è esente da variabilità a volte notevoli. Esclusi questi problemi, il criterio più usato per raggruppare (o dividere) le specie di mwazkCrocus segue nell'ordine le seguenti direttive:
• (1) mwazwspata:
mwaz8mwaaa- assente mwaae- presente
• (2) tipo della tunica del mwaaqbulbo:
mwaacmwaag- reticolata mwaak- anulata mwaao- a fibre parallele mwaas- a fibre a spina di pesce
• (3) periodo della fioritura:
mwabamwabe- primaverile mwabi- autunnale
• (4) colore del mwabuperigonio:
mwabgmwabk- a tonalità prevalente gialla mwabo- a tonalità prevalente blu
In base a queste direttive, viene di seguito indicata la classificazione interna al genere (tra parentesi sono indicate le specie della flora spontanea italiana):
• 1. mwab4Sottogenere mwab8Crocus
mwacimwacmA. Sezione mwacqCrocus mwacumwacymwaccmwacgSerie mwackKotschyani, mwacoLongiflori (mwacsCrocus medius, mwac0mwac4Crocus longiflorus), mwac8Scardici, mwadaVerni (mwademwadiCrocus albiflorus, mwadmmwadqCrocus vernus, mwaduCrocus etruscus), mwadcVersicolores (mwadgCrocus imperati, mwadoCrocus suaveolens, mwadwCrocus versicolor, mwad4Crocus minumus, mwaeamwaeeCrocus corsicus), mwaeiCrocus (mwaemCrocus thomasii, mwaeumwaeyCrocus sativus) mwaecmwaegB. Sezione mwaekNudiscapus mwaeomwaesmwaewmwae0Serie mwae4Aleppici, mwae8Biflori (mwafamwafeCrocus biflorus, mwafiCrocus weldeni), mwafqCarpetani, mwafuFlavi, mwafyIntertexti, mwafcLaevigatae, mwafgOrientales, mwafkReticulati (mwafoCrocus reticulatus), mwafwSpeciosi
• 2. mwaf8Sottogenere mwagaCrociris
Specie spontanee della flora italiana
Per una migliore comprensione, l'elenco seguente utilizza, in parte, il sistema delle chiavi analitiche.cite-ref-7[7]
• mwagkSEZIONE Amwago : il mwagsbulbo è avvolto da fibre filiformi sottili (0,1mwagw mm) a disposizione parallela o debolmente reticolata (solo superiormente); la fioritura è primaverile;
• mwahqGruppo 2Amwahu : le fibre del bulbo non sono reticolate;
mwahgmwahkmwahomwahsmwahwmwah0mwah4Gruppo 3Amwah8 : le mwaiaantere sono lunghe il doppio dei filamenti; il colore del perigonio è violaceo (alle fauci è giallo); mwaiemwaiimwaimmwaiqmwaiumwaiymwaicmwaigmwaikmwaiomwaismwaiwmwai0Crocus imperati Ten. - Zafferano d'Imperato: i fiori sono inodori e sono più brevi delle foglie; sono presenti due mwai8spate. Il mwajatipo corologico è mwajeEndemico; il suo mwajmhabitat sono i pascoli aridi e le boscaglie o macchie mediterranee; si trova solo in mwajqCampania e mwajuCalabria dal piano fino a 1400 mwajym mwajcs.l.m.. mwajgmwajkCrocus suaveolens Bertol. - Zafferano profumato: i fiori sono profumati e sono lunghi quanto le foglie; è presente una sola mwajsspata. Il mwajwtipo corologico è mwaj0Endemico; il suo mwaj8habitat sono le boscaglie, gli uliveti o incolti aridi; si trova in mwakaUmbria, nel mwakeLazio e in mwakiCampania dal piano fino a 800 mwakmm mwakqs.l.m.. mwakumwakymwakcGruppo 3Bmwakg : le mwakkantere e i filamenti hanno la stessa lunghezza; il colore del mwakoperigonio è bianco-violaceo; mwaksmwakwmwak0mwak4mwak8mwalamwalemwalimwalmmwalqmwalumwalymwalcCrocus versicolor Ker-Gawl. - Zafferano della Riviera: sono presenti 2 mwalkspate; i fiori sono profumati. Il mwalotipo corologico è mwalsEndemico (Provenzale); il suo mwal0habitat sono i pascoli aridi e le mwal4garighe; si trova ma raramente in mwal8Liguria da 100 fino a 1600 mwamam mwames.l.m.. mwamimwammmwamqCrocus minimus DC. - Zafferano minore: sono presenti 1-2 spate; i fiori non sono profumati. Il mwamutipo corologico è mwamyEndemico; il suo mwamghabitat sono i pascoli aridi; si trova ma raramente in mwamkSardegna dal piano fino a 1300 mwamom mwamss.l.m.. mwamwmwam0mwam4Gruppo 2Bmwam8 : le fibre nella parte terminale del mwanabulbo sono collegate a formare una rete; le mwaneantere sono lunghe il doppio dei filamenti; è presente una mwanispata; i fiori sono più lunghi delle foglie; mwanmmwanqmwanumwanymwancmwangmwankmwanomwansmwanwmwan0mwan4mwan8mwaoamwaoemwaoiCrocus corsicus Vannucci - Zafferano di Corsica: il mwaomtipo corologico è mwaoqEndemico; il suo mwaoyhabitat sono i pascoli pietrosi e pendii aridi; si trova ma raramente in mwaocSardegna da 600 fino a 2600 mwaogm mwaoks.l.m.. mwaoomwaosmwaowGruppo 1Bmwao0 : le foglie sono larghe da 2 a 4 mm; le fauci del mwao4perigonio sono cigliate; le fibre nella parte terminale del mwao8bulbo sono collegate a formare una rete; mwapamwapemwapimwapmmwapqGruppo 4Amwapu : i mwapytepali sono arrotondati all'apice; le foglie e i fiori hanno la stessa lunghezza. mwapcmwapgmwapkmwapomwapsmwapwmwap0mwap4mwap8mwaqamwaqemwaqimwaqmmwaqqmwaqumwaqyCrocus albiflorus Kit - Zafferano alpino: il fiore non è molto grande (i mwaqctepali sono minori di 25 mm); il colore è generalmente bianco; lo mwaqgstilo è più breve degli mwaqkstami. Il mwaqotipo corologico è mwaqsOrofita Sud Est Europeo; il suo mwaq0habitat sono i pascoli alpini e i prati concimati; è comune su tutto il territorio da 600 fino a 2400 mwaq4m mwaq8s.l.m.. mwaramwaremwariCrocus vernus Mord. & Loisel. - Zafferano maggiore: il fiore è più grande (i mwarmtepali superano i 25 mm); il colore è violaceo; lo mwarqstilo è uguale o più lungo degli mwarustami. Il mwarytipo corologico è mwarcEurimediterraneo; il suo mwarkhabitat sono i boschi e pascoli montani; è comune su tutto il territorio (esclusa la zona centrale delle mwaroAlpi) dal piano fino a 1500 mwarsm mwarws.l.m.. mwar0mwar4mwar8Gruppo 4Bmwasa : i mwasetepali all'apice sono acuti; le foglie in lunghezza superano i fiori. mwasimwasmmwasqmwasumwasymwascmwasgmwaskmwasomwassmwaswmwas0mwas4mwas8mwataCrocus etruscus Parl. - Zafferano di Toscana: il mwatitipo corologico è mwatmEndemico; il suo mwatuhabitat sono le macchie, mwatyleccete e mwatccastagneti; è molto raro e si trova solo in mwatgToscana dai 100 fino a 1000 mwatkm mwatos.l.m.. mwatsmwatwCrocus ilvensis Peruzzi & Carta - Zafferano dell'Elba: il mwat4tipo corologico è mwat8Endemico; il suo mwauehabitat sono i pratelli di piante annue e i mwauicastagneti; si trova solo all'mwaumIsola d'Elba dai 300 fino a 1000 mwauqm mwauus.l.m..
• mwaugSEZIONE Bmwauk : il mwauobulbo è avvolto da fibre filiformi sottili (0,1mwaus mm) a disposizione parallela o debolmente reticolata (solo superiormente); la fioritura è autunnale;
mwau4mwau8mwavaGruppo 1Amwave : le foglie sono cigliate; gli mwavistimmi sono interi o lievemente lobati; il mwavmperigonio è da 1,5 a 3 volte più lungo dei mwavqtepali; mwavumwavymwavcmwavgmwavkmwavomwavsmwavwmwav0mwav4mwav8mwawamwawemwawimwawmmwawqmwawuCrocus thomasii Ten. - Zafferano di Thomas: le fauci del mwawcperigonio sono gialle o aranciate; lo mwawgstimma è lungo come gli mwawkstami. Il mwawotipo corologico è mwawsSubendemico; il suo mwaw0habitat sono i pascoli aridi e sassosi; si trova al sud dal piano fino a 1000 mwaw4m mwaw8s.l.m.. mwaxamwaxemwaxiCrocus sativus L. - Zafferano vero, Croco: le fauci del mwaxmperigonio sono violacee; lo mwaxqstimma è molto più lungo degli mwaxustami (sporge dal fiore). Questa pianta è quasi scomparsa dall'ambiente naturale e la si trova solo in coltivazione. mwaxymwaxcmwaxgGruppo 1Bmwaxk : le foglie sono mwaxoglabre; gli mwaxsstimmi sono frangiati; il mwaxwperigonio è da 3 a 4 volte più lungo dei mwax0tepali; mwax4mwax8mwayamwayemwayimwaymmwayqmwayumwayymwaycmwaygmwaykmwayomwaysmwaywmway0mway4Crocus medius Balbis (sinonimo = mwazaC. ligusticus) - Zafferano ligure: alla fioritura le foglie sono presenti solamente sotto forma di guaine; le fauci del mwazeperigonio sono violacee; i 3 mwazitepali interni sono più piccoli di quelli esterni. Il mwazmtipo corologico è mwazqEndemico; il suo mwazyhabitat sono i pascoli, le boscaglie e i cespuglieti; si trova ma raramente nelle mwazcAlpi Marittime da 300 fino a 1800 mwazgm mwazks.l.m.. mwazomwazsmwazwCrocus longiflorus Rafin. - Zafferano autunnale: alla fioritura le foglie sono normalmente sviluppate; le fauci del mwaz0perigonio sono gialle; tutti e 6 i mwaz4tepali sono più o meno uguali. Il mwaz8tipo corologico è mwa0aSubendemico; il suo mwa0ihabitat sono i pascoli aridi e pietrosi; si trova solo al sud dal piano fino a 1500 mwa0mm mwa0qs.l.m..
• mwa0cSEZIONE Cmwa0g : il mwa0kbulbo è avvolto da grosse fibre filiformi (da 0,3mwa0o mm e più) in modo reticolato;
mwa00mwa04mwa08mwa1amwa1emwa1imwa1mmwa1qmwa1umwa1ymwa1cmwa1gmwa1kmwa1omwa1smwa1wmwa10Crocus reticulatus Steven. - Zafferano triestino: il mwa18tipo corologico è mwa2aNord Est Mediterraneo; il suo mwa2ihabitat sono i pascoli aridi; si trova sul mwa2mCarso Triestino dal piano fino a 600 mwa2qm mwa2us.l.m..
• mwa2gSEZIONE Dmwa2k : il mwa2obulbo è avvolto da guaine membranose;
mwa20mwa24mwa28mwa3amwa3emwa3imwa3mmwa3qmwa3umwa3ymwa3cmwa3gmwa3kmwa3omwa3smwa3wmwa30mwa34Crocus biflorus Miller - Zafferano selvatico: le fauci del mwa38perigonio sono gialle; i mwa4atepali sono bianchi con 3-5 strie longitudinali più scure e screziate. Il mwa4etipo corologico è mwa4iNord Est Mediterraneo; il suo mwa4qhabitat sono i pascoli aridi e prati magri; è comune ma in modo discontinuo su tutto il territorio dal piano fino a 1200 mwa4um mwa4ys.l.m.. mwa4cmwa4gCrocus weldeni Baker - Zafferano di Welden: le fauci del mwa4operigonio sono bianche; i mwa4stepali sono violacei con deboli venature. Il mwa4wtipo corologico è mwa40Illirico; il suo mwa48habitat sono i pascoli e prati aridi; si trova raramente solo sul mwa5aCarso Triestino da 100 fino a 300 mwa5em mwa5is.l.m..
Generi simili
Ad un primo sguardo si può confondere il mwa5ugenere mwa5yCrocus con il mwa5cgenere mwa5gmwa5kColchicum, che ha un alto grado di tossicità e che tra l'altro appartiene anche ad un'altra mwa5ofamiglia: mwa5smwa5wLiliaceae. Le differenze sostanziali sono anche quelle tra le due mwa50famiglie: ossia il mwa54mwa58Colchicum ha 6 mwa6astami e l'mwa6eovario è mwa6isupero.
Usi
L'utilizzo di questi fiori è sia come mwa6ypiante ornamentali che mwa6cpiante officinali. La mwa6gspecie più importante e l'unica che abbia una certa rilevanza economica è il mwa6kmwa6oCrocus sativus. Oggi viene coltivato principalmente nella zona mediterranea, ma a oriente si arriva fino al mwa6sKashmir. Coltivazione molto antica se il poeta latino mwa6wSesto Aurelio Properzio (circa 50 a.C. – 15 a.C.) nel suo “3°Libro” parla di un certo unguento “crocino” senz'altro riconducibile allo Zafferano.cite-ref-motta-3-1[3]
Farmacia
Gli mwa7mstimmi sono usati nella medicina popolare per le loro proprietà quali quella tonica (rafforza l'organismo in generale), emmenagoga (regola il flusso mestruale), stimolante (rinvigorisce e attiva il sistema nervoso e vascolare) ed mwa7qeupeptica (favorisce la digestione). Quest'ultimo uso è forse l'unico ancora praticato.
Cucina
Attualmente lo zafferano viene usato solamente come spezia o colorante; infatti se usato oltre una certa misura è tossico (una dose di 20 g al giorno di zafferano può anche risultare mortale).
Giardinaggio
Le prime notizie moderne di una coltivazione di queste piante risalgono a oltre 400 anni fa: infatti nel “mwa8uThe Herball or Generall Historie of Plantes” del botanico inglese John Gerard (mwa8yNantwich, 1545 – mwa8cLondra,1612), pubblicato nel 1597, descrive varie specie di questo mwa8ggenere come il mwa8kmwa8oCrocus vernus, il mwa8sCrocus versicolor, il mwa80mwa84Crocus sativus e altri. Trent'anni dopo (nel 1629) un altro botanico inglese, John Parkinson (1567–1650), nella sua opera “mwa88Paradisi in sole", elenca già 27 specie di mwa9aCrocus; ed è dello stesso anno l'importazione del mwa9eCrocus aureus il progenitore della razza “Crochi olandesi gialli”. Quindi è nel Seicento che gli olandesi svilupparono le loro tecniche di riproduzione dei fiori da bulbo compresi i crocus.cite-ref-motta-3-2[3].
È divenuta celebre la fioritura di crochi nei giardini del mwa9gCastello di Rosenborg a mwa9kCopenaghen, che disposti in geometrie formano un caratteristico tappeto colorato.
Riferimenti nella cultura
La conoscenza di questi fiori va molto indietro nel tempo. Ciò è dimostrato dal fatto che persino la mwa9wBibbia nel mwa90Libro dei Cantici (4:14) vengono citati come piante aromatiche e odorose. Nell'antica mwa94Grecia si usavano per farne corone oppure si spargevano nei teatri o nei letti nuziali. Mentre nell'antica mwa98Roma si usava ornare le tombe con questo fiore come auspicio per una vita ultraterrena.
Varie sono le leggende attorno al fiore del “Croco”. In una di queste Croco era un giovane innamorato della pastorella Smilliace che venne trasformato in detto fiore ad opera di mwa-eVenere o in un'altra versione venne trasformato in fiore dal dio mwa-iErmes geloso della pastorella. In un'altra si racconta che Croco morì giocando con mwa-mMercurio e che dal suo sangue nacque il fiore. In un'altra ancora si racconta che il fiore del croco germogliasse nel momento in cui mwa-qParide dava il suo mwa-ugiudizio sulla più bella fra le dee.
Probabilmente in tutti questi racconti si fa riferimento alla mwa-cspecie più conosciuta di questo mwa-ggenere: il mwa-kmwa-oCrocus sativus chiamato “Zafferano vero” o più semplicemente “Croco”. Descritto più o meno diffusamente da studiosi come mwa-sDioscoride Pedanio (mwa-wAnazarbe in mwa-0Cilicia, 40 circa - 90 circa), botanico e farmacista greco antico, oppure da mwa-4Pietro Andrea Mattioli (mwa-8Siena, 12 marzo 1501 – mwa-aTrento, 1578) umanista e medico italiano (primo studioso italiano a tradurre dal greco le opere di mwa-eDioscoride). Si deve comunque al botanico francese mwa-iJoseph Pitton de Tournefort (mwa-mAix-en-Provence, 5 giugno 1656 – mwa-qParigi, 28 dicembre 1708) la prima stesura “scientifica” di questo mwa-ugenere ripresa poi definitivamente da mwa-yCarl von Linné.cite-ref-motta-3-3[3]
Il fiore viene citato anche nella poesia "mwa-wNon chiederci la parola" del poeta italiano mwa-0Eugenio Montale, il quale è immerso in un prato secco e simbolicamente rappresenta la poesia incapace di illuminare l'arida esistenza umana.cite-ref-9[9]
Galleria fotografica (Cultivar)
Note
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cite-note-99. ↑ mwbimGuido Baldi, Roberto Favatà e Silvia Giusso, mwbiqImparare dai classici a progettare il futuro, 2021ªmwbiu ed..
Bibliografia
• mwbikGiacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta. Volume primo, Milano, Federico Motta Editore, 1960, p. 773.
• mwbisSandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume terzo, Bologna, Edagricole, 1982, pp. 419-423, ISBN 88-506-2449-2.
• mwbi0AA.VV., Flora Alpina. Volume secondo, Bologna, Zanichelli, 2004, pp. 1092-1094.
Voci correlate
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Collegamenti esterni
• citerefbritannica-com(EN) Crocus, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefcatalogue-of-life(EN) Crocus, su Catalogue of Life.
• citerefgbif(EN) Crocus, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
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• mwbj4Immagini, su univie.ac.at. URL consultato il 10 aprile 2015.
• mwbkaFaintly sweet scented plants (C-D) su Crescent Bloom, su crescentbloom.com. URL consultato il 10 aprile 2015 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
• mwbkiBotanica Sistematica - cro, su homolaicus.com. URL consultato il 10 aprile 2015.
• mwbkqCrocus su eFloras, su efloras.org. URL consultato il 10 aprile 2015.
• mwbkyFlora Europaea - Royal Botanic Garden Edinburgh, su 193.62.154.38. URL consultato il 10 aprile 2015.
• mwbkgIndex synonymique de la flore de France: CR-CT, su www2.dijon.inra.fr. URL consultato il 10 aprile 2015.